Il nuovo Art. 44-quinquies del DECRETO-LEGGE 2 marzo 2024, n. 19 recita:

Norme in materia di servizi consultoriali

1. Le regioni organizzano i servizi consultoriali nell’ambito della Missione 6, Componente 1, del PNRR e possono avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, anche del coinvolgimento di soggetti del Terzo settore che abbiano una qualificata esperienza nel sostegno alla maternità

Condivido pienamente il recente documento del CNOP sul tema e integro con altre criticità:

Mancanza di chiarezza e sovrapposizione di ruoli: l’attività di questi soggetti del Terzo settore, senza una specifica qualifica e competenza professionale (potrebbero essere chiunque), andrebbe a sovrapporsi con quella dei Dirigenti Psicologi (in generale i sanitari) operanti e strutturati all’interno dei Consultori familiari. Il rischio concreto è che la donna riceva una sorta di doppio intervento: uno non qualificato in cui potrebbe ricevere inaccettabili pressioni sulle sue scelte da parte di soggetti terzi privi di qualsivoglia competenza professionale; l’altro qualificato dagli Psicologi che si troverebbero ad effettuare un intervento psicologico sulla donna per sostenerla psicologicamente in seguito al “sostegno” ricevuto dai soggetti del Terzo settore. Un doppio binario incompatibile con le funzioni di prevenzione e cura dei Consultori familiari che andrebbero difesi e potenziati.

Rischio di pressioni ideologiche e mancanza di imparzialità: il rischio è concreto. La donna potrebbe essere “spintaneamente” portata ad effettuare scelte condizionate in un spazio, il Consultorio, che dovrebbe essere per definizione laico e imparziale. Un’incursione di soggetti privi di qualsivoglia competenza professionale in un Servizio sanitario già provvisto di figure sanitarie specializzate in materia di maternità.

Mancanza di risorse e personale specializzato: sembra una provocazione. Si prevede l’ingresso forzato di figure esterne al Servizio Sanitario Nazionale in un contesto di carenza di risorse e personale specializzato nei consultori. L’introduzione di nuovi soggetti senza un adeguato supporto e formazione potrebbe compromettere la qualità dei servizi offerti.

Focus sbagliato sulle politiche di sostegno alla natalità: invece di concentrarsi sul coinvolgimento di soggetti esterni, sarebbe più efficace investire nel potenziamento dei consultori, garantendo la presenza di personale specializzato, come psicologi, e offrendo un supporto concreto alle donne e alle famiglie durante la gravidanza e dopo la nascita.

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