Il conflitto di interessi è una situazione in cui un soggetto, che riveste una posizione di potere o di responsabilità, ha un interesse personale che potrebbe influire sulla sua capacità di prendere decisioni imparziali.

In Italia, non esiste una definizione univoca di conflitto di interessi, ma la giurisprudenza amministrativa lo ha interpretato come una situazione in cui una decisione che richiede imparzialità di giudizio viene adottata da un soggetto che abbia, anche solo potenzialmente, interessi privati in contrasto con l’interesse pubblico.

L’interesse privato che potrebbe porsi in contrasto con l’interesse pubblico può essere di natura finanziaria, economica o dettato da particolari legami personali, come parentela, affinità, convivenza o frequentazione abituale con i soggetti destinatari dell’azione amministrativa.

Il Dpr 62/2013, che disciplina il codice di comportamento dei dipendenti pubblici, prevede alcune ipotesi tipizzate di conflitto di interessi che impongono l’astensione del funzionario pubblico. Tra queste, si segnalano:

– le attività o le decisioni che possono coinvolgere, oltre agli interessi propri e di familiari o conviventi, gli interessi di persone con le quali vi siano rapporti di frequentazione abituale;
– le attività o le decisioni che possono coinvolgere interessi di imprese o società con le quali il funzionario pubblico o i suoi familiari o conviventi abbiano rapporti di lavoro, di consulenza, di fornitura o di altro tipo;
– le attività o le decisioni che possono coinvolgere interessi di enti o associazioni con le quali il funzionario pubblico o i suoi familiari o conviventi abbiano rapporti di partecipazione o di rappresentanza.

Inoltre, il Dpr 62/2013 prevede che il funzionario pubblico si astenga dall’esercizio della funzione amministrativa anche quando sussistono “gravi ragioni di convenienza”.

L’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha sottolineato che i principi generali in materia di astensione e ricusazione del giudice trovano applicazione anche nello svolgimento delle procedure concorsuali, in quanto strettamente connessi al trasparente e corretto esercizio delle funzioni pubbliche.

In sintesi, il conflitto di interessi è una situazione che deve essere evitata da tutti i soggetti che rivestono una posizione di potere o di responsabilità, in quanto può compromettere l’imparzialità delle loro decisioni e ledere l’interesse pubblico.

Ecco alcuni esempi di conflitto di interessi:

– Un assessore comunale che vota un progetto edilizio che riguarda la società di cui è socio;
– Un funzionario pubblico che si occupa di una gara d’appalto in cui partecipa una ditta con cui ha rapporti di parentela;
– Un giudice che si occupa di un processo in cui è coinvolto un suo amico.

In questi casi, il soggetto che si trova in una situazione di conflitto di interessi deve astenersi dall’esercizio della sua funzione, al fine di evitare che la sua decisione possa essere percepita come imparziale.

Leggi la nota dell’ANAC

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